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Già, persino dai tempi
degli egizi(libro dell’esodo, 1250 a.c.) la grandine era vista come
portatrice di sventura, povertà e…fame! Già all’epoca i danni erano
paurosi sia per i raccolti che per le abitazioni dei braccianti. Ai tempi
nostri, non si è a livelli di piaga biblica, ma in alcuni casi, i danni
si rivelano notevoli.
Serre, automobili,
oltre che le sopraccitate colture, e in alcuni casi persino cristiani,
sono bersagliate ogni estate, e non sempre si riesce ad ottenere adeguati
rimborsi(ma questo è un altro doloroso capitolo, che con la meteorologia,
ha ben poco da spartire.).
Spiegare cos’è
esattamente la grandine nel dettaglio, presupporrebbe un uso di termini
tecnici e scientifici di non facile e immediata comprensione, se non per
gli appassionati del settore.
Per semplificare il
discorso, si può dire che i nuvoloni portatori di temporali(cumulonembi)
sono composti di goccioline d’acqua e cristallini di ghiaccio sopraffuse,
ossia rimasti allo stato liquido nonostante le temperature negative. Se le
correnti ascensionali all’interno delle nuvole e del temporale, sono
deboli, allora il tutto precipiterà al suolo sottoforma di goccioloni
d’acqua(che nei rovesci estivi assomigliano a secchiate gelate!), se
invece sono forti consentiranno alle goccioline e ai cristalli di rimanere
più tempo nella nube, trasformandoli in palline di ghiaccio, fin quando,
la nube, non riuscirà più a trattenerli.
A quel punto, la
grandinata è bell’è fatta. La dimensione della grandine e la violenza
con cui cade al suolo, dipende dall’entità del temporale, dallo sbalzo
di pressione e di temperatura; in alcuni casi è persino facile
confonderla con neve(visti anche gli scenari che spesso, causa al suolo).
La pianura
padana(esempio calzante per il territorio italiano) è un luogo
“frequentato” spesso da questo fenomeno, ma c’è da dire che quasi
tutte zone del pianeta che raggiungono una certa temperatura(oltre i 25
gradi), hanno a che fare con questi proiettili bianchi.
Negli USA, sono stati
sperimentati sistemi per evitare che la grandine faccia i danni che ben
conosciamo, ma bombardare(in parole povere, perché ovviamente la cosa è
ben più complessa)le perturbazioni con l’intento di frantumare i
chicchi all’origine, è risultato rischioso e poco economico. Qualche
ente privato, ha inventato anche piccoli aggeggi simili ai più noti
computer palmari, capaci(si dice…)di prevedere e calcolare la caduta di
grandine su di un’area in precedenza indicata. Aggeggi
ovviamente costosi, delicati e poco precisi.
D’altro canto il
signor Gates, ha magari altro per la testa…anche da noi, allora, si è
cercato di agire sul territorio e sulle difese che si posso creare, a
tutela appunto di raccolti, serre, e quantoaltro di prezioso, la grandine
può devastare. Purtroppo, questi sistemi, sono dispendiosi e spesso non
sufficienti.
Come tutti avranno
notato, c’è un incremento dei fenomeni violenti nel nostro paese, come
in tutto il mondo, che spesso raggiungono livelli mai toccati nella
storia, oltretutto dopo periodi estremamente siccitosi; e spesso, il
fenomeno grandigeno, è uno di quelli meno pericolosi, almeno per
l’uomo!
Qualcuno che però
attende come una vera e propria manna dal cielo(è il caso di dirlo…),
la grandine con tutto quello che può comportare, c’è eccome…e
probabilmente non fa neppure mistero di ciò. È la categoria dei
carrozzieri! Almeno per loro, l’arrivo di quella che i nonni chiamavano
genericamente “tempesta”, vuol dire lavorare nel vero senso della
parola!
Un confronto umano fra
l’agricoltore e il carrozziere, la grandine a fare da ago della bilancia
e la vecchia locuzione latina “mors tua, vita mea”. La natura non è né
buona né cattiva, e del latino se ne infischia, ma di sicuro non ha come
obiettivo gratuito distruggere quello che gli esseri umani hanno costruito
o creato.
Sta all’essere umano
non agire contro la natura stessa, e non metterla in condizione di
nuocere. È di poco tempo fa la notizia che il famoso e mitizzato buco
nell’ozono(buco tanto mitizzato, che qualcuno né dubitava
l’esistenza, ma il mondo è fatto di bastian contrari si sa… c’è
chi ha dei dubbi anche che l’olocausto sia avvenuto davvero….),
nell’Antartide, si sta chiudendo.
Qualcosina per
l’ambiente è stato fatto, e anche se è stato davvero poco, si sono
visti i primi risultati, oggettivamente insperati. Difatti le previsioni
erano pessimistiche e parlavano di un
processo inesorabile; invece la natura, evidentemente, da seconde
possibilità. Sta all’uomo non sprecarla, dimostrando di aver imparato
la lezione sull’emissione dei gas tossici(cfc) che è al centro
dell’accordo di Montreal del 1987(in Italia in vigore dal 1989).
Ci vorrà ancora qualche anno, ma la strada è stata tracciata.
C. Fusari
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