Martedi 3 Luglio 2007
La settima piaga
 

Già, persino dai tempi degli egizi(libro dell’esodo, 1250 a.c.) la grandine era vista come portatrice di sventura, povertà e…fame! Già all’epoca i danni erano paurosi sia per i raccolti che per le abitazioni dei braccianti. Ai tempi nostri, non si è a livelli di piaga biblica, ma in alcuni casi, i danni si rivelano notevoli.

Serre, automobili, oltre che le sopraccitate colture, e in alcuni casi persino cristiani, sono bersagliate ogni estate, e non sempre si riesce ad ottenere adeguati rimborsi(ma questo è un altro doloroso capitolo, che con la meteorologia, ha ben poco da spartire.).

Spiegare cos’è esattamente la grandine nel dettaglio, presupporrebbe un uso di termini tecnici e scientifici di non facile e immediata comprensione, se non per gli appassionati del settore. 

Per semplificare il discorso, si può dire che i nuvoloni portatori di temporali(cumulonembi) sono composti di goccioline d’acqua e cristallini di ghiaccio sopraffuse, ossia rimasti allo stato liquido nonostante le temperature negative. Se le correnti ascensionali all’interno delle nuvole e del temporale, sono deboli, allora il tutto precipiterà al suolo sottoforma di  goccioloni d’acqua(che nei rovesci estivi assomigliano a secchiate gelate!), se invece sono forti consentiranno alle goccioline e ai cristalli di rimanere più tempo nella nube, trasformandoli in palline di ghiaccio, fin quando, la nube, non riuscirà più a trattenerli.

A quel punto, la grandinata è bell’è fatta. La dimensione della grandine e la violenza con cui cade al suolo, dipende dall’entità del temporale, dallo sbalzo di pressione e di temperatura; in alcuni casi è persino facile confonderla con neve(visti anche gli scenari che spesso, causa al suolo).

La pianura padana(esempio calzante per il territorio italiano) è un luogo “frequentato” spesso da questo fenomeno, ma c’è da dire che quasi tutte zone del pianeta che raggiungono una certa temperatura(oltre i 25 gradi), hanno a che fare con questi proiettili bianchi. 

Negli USA, sono stati sperimentati sistemi per evitare che la grandine faccia i danni che ben conosciamo, ma bombardare(in parole povere, perché ovviamente la cosa è ben più complessa)le perturbazioni con l’intento di frantumare i chicchi all’origine, è risultato rischioso e poco economico. Qualche ente privato, ha inventato anche piccoli aggeggi simili ai più noti computer palmari, capaci(si dice…)di prevedere e calcolare la caduta di grandine su di un’area in precedenza indicata. Aggeggi ovviamente costosi, delicati e poco precisi. 

D’altro canto il signor Gates, ha magari altro per la testa…anche da noi, allora, si è cercato di agire sul territorio e sulle difese che si posso creare, a tutela appunto di raccolti, serre, e quantoaltro di prezioso, la grandine può devastare. Purtroppo, questi sistemi, sono dispendiosi e spesso non sufficienti.

Come tutti avranno notato, c’è un incremento dei fenomeni violenti nel nostro paese, come in tutto il mondo, che spesso raggiungono livelli mai toccati nella storia, oltretutto dopo periodi estremamente siccitosi; e spesso, il fenomeno grandigeno, è uno di quelli meno pericolosi, almeno per l’uomo!

Qualcuno che però attende come una vera e propria manna dal cielo(è il caso di dirlo…), la grandine con tutto quello che può comportare, c’è eccome…e probabilmente non fa neppure mistero di ciò. È la categoria dei carrozzieri! Almeno per loro, l’arrivo di quella che i nonni chiamavano genericamente “tempesta”, vuol dire lavorare nel vero senso della parola!

Un confronto umano fra l’agricoltore e il carrozziere, la grandine a fare da ago della bilancia e la vecchia locuzione latina “mors tua, vita mea”. La natura non è né buona né cattiva, e del latino se ne infischia, ma di sicuro non ha come obiettivo gratuito distruggere quello che gli esseri umani hanno costruito o creato.

Sta all’essere umano non agire contro la natura stessa, e non metterla in condizione di nuocere. È di poco tempo fa la notizia che il famoso e mitizzato buco nell’ozono(buco tanto mitizzato, che qualcuno né dubitava l’esistenza, ma il mondo è fatto di bastian contrari si sa… c’è chi ha dei dubbi anche che l’olocausto sia avvenuto davvero….), nell’Antartide, si sta chiudendo.

Qualcosina per l’ambiente è stato fatto, e anche se è stato davvero poco, si sono visti i primi risultati, oggettivamente insperati. Difatti le previsioni erano pessimistiche e parlavano di un  processo inesorabile; invece la natura, evidentemente, da seconde possibilità. Sta all’uomo non sprecarla, dimostrando di aver imparato la lezione sull’emissione dei gas tossici(cfc) che è al centro dell’accordo di Montreal del 1987(in Italia in vigore dal 1989).  Ci vorrà ancora qualche anno, ma la strada è stata tracciata.

C. Fusari