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Il periodo che
stiamo vivendo, sotto l'aspetto meteo, è senza
dubbio molto dinamico, e fortunatamente…"normale"!
Non
facciamo ingannare da queste prime temperature
minime rigide, dai sapori invernali; se ci
guardiamo intorno, ci accorgiamo di quanto
l'autunno si stia esprimendo al massimo delle sue
caratteristiche.
Stiamo
vivendo un'altra stagione che rispecchia i propri
connotati, tranne che per le piogge al nord,
ancora scarse, purtroppo.
Le campagne che ci circondano stanno sfruttando
appieno le temperature diurne, e le non rigide ma
umide termiche notturne. Osservando l'ACERO, ad
esempio, pianta che trova nella stagione autunnale
il proprio momento d'oro(dal punto di vista
estetico), possiamo apprezzare il colore rosso
ciliegia, arancio agrume, delle sue tipiche
foglie. OLMI, FAGGI e QUERCE, trovano nella loro
maestosità più che nel colore in se della
foglia, il loro punto di forza.
Le zone più
umide della pianura padana, oltre ad essere
terreno fertile per la nebbia(anche se va
registrato un calo netto della presenza di questo
fenomeno, rispetto al secolo passato), consentono
una commistione fra campi lavorati, capi incolti,
e vegetazione, che può offrire spettacolari
abbinamenti di colori e profumi tipici.
In collina, fino in media montagna, poi troviamo
il principe degli alberi autunnali, ricercato da
migliaia e migliaia di persone, ogni anno, per i
suoi caratteristici frutti: il CASTAGNO. Albero
originario dell'Europa meridionale, del nordafrica(
lo si può trovare in Marocco),purtroppo non è
più diffuso come nel passato,anche se si sta
tentando un recupero.
Anche per lui,
aldilà delle castagne e dei marroni, vanno
apprezzati i variopinti colori sia del fogliame
che dei ricci.
Le nostre campagne, e alcune zone metropolitane,
offrono in questo periodo dell'anno, il loro
aspetto estetico migliore, ovviamente per chi sa
apprezzare il colpo d'occhio che sa dare la
natura. Ma anche in questa circostanza, non ci si
può esimere di appellarsi al buon senso di tutti,
per far si che nessuna mano sconsiderata per non
dire scellerata, si abbassi a rovinare,
incendiare, sporcare, la nostra flora; gli incendi
autunnali nelle zone di nord ovest, sono ancora
meno "spontanei" di quelli estivi,di per
sé improbabili(autocombustione…che avviene
nelle savane africane, non certo alle nostra
latitudini!).
Il numero da comporre per segnalare un pericolo
dettato dal fuoco, un atto incendiario doloso, è
il 1515, e va tenuto sempre a mente.
(C.
Fusari)
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