Colori d'autunno
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MERCOLEDI 24  OTTOBRE 2007
 
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Il periodo che stiamo vivendo, sotto l'aspetto meteo, è senza dubbio molto dinamico, e fortunatamente…"normale"!

 Non facciamo ingannare da queste prime temperature minime rigide, dai sapori invernali; se ci guardiamo intorno, ci accorgiamo di quanto l'autunno si stia esprimendo al massimo delle sue caratteristiche.

 Stiamo vivendo un'altra stagione che rispecchia i propri connotati, tranne che per le piogge al nord, ancora scarse, purtroppo.


Le campagne che ci circondano stanno sfruttando appieno le temperature diurne, e le non rigide ma umide termiche notturne. Osservando l'ACERO, ad esempio, pianta che trova nella stagione autunnale il proprio momento d'oro(dal punto di vista estetico), possiamo apprezzare il colore rosso ciliegia, arancio agrume, delle sue tipiche foglie. OLMI, FAGGI e QUERCE, trovano nella loro maestosità più che nel colore in se della foglia, il loro punto di forza. 

Le zone più umide della pianura padana, oltre ad essere terreno fertile per la nebbia(anche se va registrato un calo netto della presenza di questo fenomeno, rispetto al secolo passato), consentono una commistione fra campi lavorati, capi incolti, e vegetazione, che può offrire spettacolari abbinamenti di colori e profumi tipici.


In collina, fino in media montagna, poi troviamo il principe degli alberi autunnali, ricercato da migliaia e migliaia di persone, ogni anno, per i suoi caratteristici frutti: il CASTAGNO. Albero originario dell'Europa meridionale, del nordafrica( lo si può trovare in Marocco),purtroppo non è più diffuso come nel passato,anche se si sta tentando un recupero.

Anche per lui, aldilà delle castagne e dei marroni, vanno apprezzati i variopinti colori sia del fogliame che dei ricci.


Le nostre campagne, e alcune zone metropolitane, offrono in questo periodo dell'anno, il loro aspetto estetico migliore, ovviamente per chi sa apprezzare il colpo d'occhio che sa dare la natura. Ma anche in questa circostanza, non ci si può esimere di appellarsi al buon senso di tutti, per far si che nessuna mano sconsiderata per non dire scellerata, si abbassi a rovinare, incendiare, sporcare, la nostra flora; gli incendi autunnali nelle zone di nord ovest, sono ancora meno "spontanei" di quelli estivi,di per sé improbabili(autocombustione…che avviene nelle savane africane, non certo alle nostra latitudini!).


Il numero da comporre per segnalare un pericolo dettato dal fuoco, un atto incendiario doloso, è il 1515, e va tenuto sempre a mente.

(C. Fusari)

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